Archivi per la categoria ‘Attività del Passato’

«Io cercherò le mie pecore e ne avrò cura»
Visita pastorale del Vescovo, Mons. Giuseppe Malandrino 

 

Il nostro Vescovo, Mons. Giuseppe Malandrino sta celebrando in tutta la diocesi di Noto la “Visita Pastorale”. Iniziata lo scorso anno (2004) nel vicariato di Ispica, la visita terminerà nel 2006 a Noto.
Ammissione agli Ordini ‘è una “Visita Pastorale”? Come dice la parola stessa, è la visita che il pastore di una diocesi fa alla sua comunità. Usando la bella immagine biblica, è l’incontro del Pastore con le sue pecore.
Il Pastore è, senza ombra di dubbio, Gesù Risorto, reso sacramentalmente presente dal Vescovo, pastore di una diocesi. Mons. Malandrino lo sa molto bene e non cessa di ripetere: «Non guardate a me, povero Vescovo, ma al Signore Gesù che pasce tutti noi!».
   
La visita pastorale è una visita particolare. Non si tratta di una ‘ispezione’ di controllo, ma di un vero incontro che ci annuncia la buona notizia del Signore con noi e che ci stimola a non fermarci, non impaurirci di fronte alle difficoltà sempre presenti, sia dal di fuori delle comunità, sia dal di dentro di esse. 
Stiamo scrivendo quando ormai la ‘visita’ è finita, sia nella nostra parrocchia, sia nelle altre parrocchie del nostro Vicariato. 
Sono stati momenti di confronto e di revisione che ci hanno aiutati a prendere coscienza di quanto bene ci sia fra noi, ma anche di quanto lungo sia il cammino ancora da percorrere. Ci è venuto uno stimolo forte ad essere testimoni e missionari in maniera più decisa; a farci maggiormente carico della situazione sociale e politica del nostro paese; a non dimenticare i poveri, specialmente malati e… giovani! 
Potrà sembrare strano mettere i giovani accanto ai malati nel gruppo dei poveri. In effetti lo è se si pensa alla povertà solo in senso economico o di malattia. Non lo è invece se prendiamo atto che i giovani sono di natura coloro che hanno la necessità di incontrare Cristo: incontro tanto più importante perché segnerà non un piccolo aspetto della vita, ma tutta intera la loro vita e la vita di coloro che verranno dopo. 

Lasciamo questa pagina un poco ‘tronca’ nel desiderio che altre voci si possano aggiungere e dire la loro 

Incontro del Vescovo, Mons Malandrino, con il C.P.P 


 

In occasione della visita pastorale nella Parrocchia di San Corrado, non poteva mancare l’incontro col nostro amatissimo , Mons. Giuseppe Malandrino, con il C.P.P. che lo ha accolto in un clima di festa, entusiasmo, e calore fraterno.

Dopo l’intervento del Parroco, Giorgio Spinello, il quale ha sottolineato l’importanza dell’operato dei membri del consiglio in seno alla comunità e prima  del saluto di benvenuto e della presentazione del gruppo da parte del Segretario, il Vescovo ha ringraziato i presenti per l’impegno e la costanza con le quali si porta avanti l’azione evangelizzatrice nel nostro territorio. Tale azione,come haraccomandato Sua Eccellenza, deve essere svolta nel rispetto della corresponsabilità e della pari dignità per non dimenticare che siamo figli di un Unico Padre ed il compito che ci viene affidato non deve essere motivo di vanto ma di responsabilità. 

Durante l’ascolto e la condivisione delle esperienze  fatte e delle proposte avanzate sono emersi alcuni temi cristiani come l’importanza della famiglia, definita la prima cellula in cui si parla di Dio, il necessario ritorno alla Pastorale familiare ai gruppi familiari ed ai centri di ascolto; la comunione trinitaria; l’importanza del servizio  da svolgere in modo gratuito e generoso; l’esortazione a leggere i segni dei tempi poiché: “E’ lì che scatta la presenza della Chiesa e del Consiglio nella visione del mondo attuale”. Compito del cristiano – afferma ancora il nostro Vescovo – non è quello di guardare inerti ma di studiare in che modo operare nella storia”. 

Il piacevole incontro si è concluso con un incoraggiamento a continuare la nostra missione con lo stesso impegno e ritmo  e soprattutto con spirito di approfondimento ricordandoci che dobbiamo fare nostre   queste parole significative: “Servi inutili sumus “, siamo servi inutili e ciò che ci deve contraddistinguere è la carità. Santa Maddalena di Canossa ci ha dato in merito un esempio meraviglioso da seguire. 

Il Segretario C.P.P. Michela Buscema 

Incontro dei catechisti di San Corrado col Vescovo – 7/11/2005  

San Corrado,non poteva mancare l’incontro del nostro amatissimo Vescovo, Mons. Giuseppe Malandrino, con il C.P.P. che lo ha accolto in un clima di festa, entusiasmo, e calore fraterno. 

La visita pastorale del Vescovo S.E. Mons. Malandrino svoltasi dal 6 al 9 novembre nella Parrocchia di San Corrado è stata un “evento di grazia”, un’esperienza che ha fatto conoscere alla comunità parrocchiale, la figura del Vescovo come pastore e guida delle anime.
Si è chinato con umiltà e carità verso gli anziani e i malati, che hanno visto in Lui la figura del buon samaritano e si sono sentiti consolati e capiti nella loro più intima sofferenza e altresì nella grande solitudine che li accompagna nella vecchiaia e nella malattia.
   
I catechisti sono rimasti edificati dal coraggio che ha loro trasmesso nell’incontro in cui hanno illustrato la situazione della catechesi in parrocchia. Sono state fatte presenti le difficoltà che i catechisti riscontrano nel portare avanti il gruppo e il rapporto con i genitori che a volte è difficile. 
Le parole del Vescovo sono state uno stimolo ad andare avanti nel cammino e a non temere, perché Gesù” è sempre con loro e non li abbandona. Il gruppo dei catechisti si è sentito come i discepoli attorno al maestro. 
Il Vescovo ha spronato i genitori a seguire da vicino i loro ragazzi con dolcezza, ma nello stesso tempo con decisione specialmente nell’adolescenza, l’età più difficile in cui i giovani sono più facilmente portati a protestare e a contestare. Ha saputo trasmettere ai fanciulli del catechismo gioia ed entusiasmo, li ha incoraggiati a seguire con sollecitudine gli incontri, a rispettare i catechisti verso cui devono avere gratitudine e ammirazione per il servizio che svolgono. 
Ha incontrato tutte le realtà della Parrocchia e in ogni incontro ha avuto suggerimenti utili per ciascuna realtà. Disponibile ed aperto al dialogo, il nostro Vescovo ha dimostrato in tutte le circostanze di sapere ascoltare , ma nello stesso tempo saper correggere fraternamente. Ha spronato ciascuno di noi ad essere fedeli alla Parola di Dio e all’Eucaristia e a crescere nella comunione fraterna e nel servizio agli ultimi. 

Che dire in conclusione della visita pastorale? 

I tempi sono stati brevi, in tre giorni si è iniziata e conclusa, ma anche se il tempo è stato limitato, ha ottenuto risultati veramente edificanti, innovativi, educativi e incoraggianti. 

Grazie Eccellenza per essere stato in mezzo a noi come guida e maestro, mettendo in evidenza la figura di Gesù buon Pastore. L’esperienza della visita pastorale lascia in tutti noi, un segno di Chiesa popolo di Dio riunita attorno a Cristo unico salvatore del mondo, che non si cancellerà facilmente. 

Valenti Elvira
 
 

Incontro con le aggregazioni laicali

 

 

 

 

La visita pastorale alla nostra parrocchia del Vescovo, Mons. Giuseppe Malandrino, si è ispirata alla visita di Dio e degli Apostoli inviati dal Buon Pastore: «Io cercherò le mie pecore e ne avrò cura!».

 

Così un grande poster all’entrata della chiesa con l’immagine di Cristo Buon pastore ha raffigurato la visita del Vescovo nella nostra comunità dal giorno 6 al 9 novembre. 

Sono stati dei giorni intesi e significativi durante i quali il Vescovo è stato a contatto diretto con le realtà della Parrocchia  ed ha voluto incontrare anche i vari gruppi che ne fanno parte. Ci ha ascoltato con attenzione, consigliato e incoraggiato. 

L’incontro si è svolto mercoledì 9 novembre e sono stati presentati al Vescovo le associazioni e i gruppi operanti in Parrocchia. Mons. Malandrino ha voluto che parlassimo di ogni gruppo e dell’attività che esso svolge e così, con sincerità ed emozione, abbiamo esposto le varie attività svolte. 

Per prima è stata presentata l’associazione “Figli in cielo”. È formata da genitori che hanno provato il dolore per la perdita di un figlio. Ha lo scopo di aiutare chi vive questo dolore, di stargli vicino confortandolo con la fede. Ogni primo venerdì del mese celebrano l’Eucaristia pregando per i loro figli. 

Il Piccolo Coro e la Corale che animano la liturgia domenicale e le festività. 

Il gruppo dell’oratorio. Mamme che ‘rubano’ il loro tempo per alternarsi nella presenza in oratorio a servire i ragazzi che lo frequentano e ad ascoltarli. 

Il gruppo Caritas “il Buon Samaritano” che è vicino alle famiglie che vivono determinate situazioni di disagio economico-sociale, aiutandole e cercando di risolvere le varie situazioni che si presentano volta per volta. Nell’ambito della Caritas, ispirandoci al carisma canossiano del servizio ai piccoli, è nata un’associazione di volontariato che ha lo scopo di perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed ha per oggetto il recupero e l’assistenza di minori  svantaggiati in ragione di condizioni economiche , sociali  e familiari nel campo scolastico con corsi di doposcuola pomeridiani. Il doposcuola viene svolto tre giorni alla settimana da 4 volontari, aiutati da alcune persone che danno la loro disponibilità, tra cui una giovane animatrice dell’oratorio. 

Il Movimento “Gesù Misericordioso” che si riunisce ogni mercoledì mattina guidato da Padre Giorgio e Madre Pina per pregare e adorare il Signore nella Sua infinita Misericordia. Il gruppo delle Missioni che si occupa delle adozioni a distanza, il gruppo delle persone impegnate il venerdì mattina per rendere pulita e accogliente la casa del Signore. Infine p. Giorgio ha parlato dell’Adorazione Eucaristica iniziata nella Cappella della Parrocchia, soffermandosi su come essa è strutturata e sulla presenza di molti uomini e coppie nelle ore di adozione. Il Vescovo ci ha ascoltato come un buon padre sottolineando che in tutto quello che facciamo l’obbiettivo principale deve essere quello di «ravvivare la carità e il servizio agli ultimi». 

L’incontro si è concluso con il dono al Vescovo, da parte delle mamme dell’oratorio, di un quadro fatto da loro e raffigurante Gesù tra i bambini: richiamo al senso profondo dell’oratorio, che è l’applicazione pratica delle parole di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me”. 

Grazie, nostro Pastore, per quanto ci ha detto, ma soprattutto perché in questo incontro ci hai fatto sentire come una grande famiglia tutta radunata intorno al Padre, per mettere in pratica il testamento d’amore che Gesù ci ha lasciato: «Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi». 

Nunziella Maccarrone

Nell’ambito delle iniziative per vivere il 50° della presenza dei canossiani a Pachino, molto importante è stato il contributo di testimonianza e competenza che Mons. Domenico Sigalini ci ha dato

Una riflessione sulle due opere affidate alla cura della comunità canossiana di Pachino:

Oratorio, frontiera di evangelizzazione

Volto missionario della Parrocchia
Nel pieno della settimana dedicata alla ‘memoria’ del 50° di presenza dei Padri Canossiani a Pachino, abbiamo potuto avere fra di noi Mons.Domenico Sigalini.

Con la sua conosciuta competenza e giovialità ci ha aiutato a anzitutto prendere  

coscienza dell’attualità dell’oratorio. In questo momento di grandi cambiamenti,

anche l’oratorio è chiamato a riscoprire delle risorse che ha già, per così dire, nel

suo DNA.

L’oratorio non è posteggio, ne ‘educandato’. E’ un luogo aperto a tutti dove la fede vissuta incontra tutte le esperienze umane, sia confessionali che non. È il luogo dove i giovani, tutti, possono fare l’esperienza di essere apprezzati, compresi, ma anche stimolati a nuove mete e a ripensamenti importanti.

E la parrocchia? Il documento: «Il volto missionario delle parrocchie…» ha fatto da autorevole traccia. Era d’obbligo riscoprirla nel suo carattere missionario, forse troppo dimenticato, anche a causa dell’ambiente sociale. Ora più che mai, è tempo di riprendere coscienza del mistero della fede che la parrocchia vive in comunione con le altre parrocchie e chiese: è tempo per approfondire la fede ‘dicendola’ al mondo.

Ovviamente le considerazioni sono varie e arricchite dall’apporto di conoscenza diretta di numerosissime situazioni, maturate da Don Sigalini in questi anni.

Ora sappiamo che Mons. Sigalini è stato nominato Vescovo di Palestrina! A Lui i nostri sinceri auguri e l’assicurazione della nostra preghiera.

 

Scuola di preghiera a San CorradoL’iniziativa è stata voluta fortemente dal Parroco, Padre Giorgio, ed ha avuto calda accoglienza fra la gente che ha “frequentato” per sette incontri non consecutivi (per ogni incontro venivano proposti due orari diversi per dar modo a quanti più possibile di partecipare) iniziati in prossimità della Festa del Patrono fino al 23 marzo. In questi incontri si è ripercorso interamente il Padre Nostro, il grande punto di riferimento della preghiera e fatto anche esperienza di vari tipi di preghiera: la preghiera di lode, di benedizione, di adorazione, di supplica, di domanda, di intercessione, di ringraziamento…

Ad animare gli incontri la Dott.Federica Rosy Romersa presente, non come professoressa, ma come sorella nella fede che ha aiutato tutti a fare di questi incontri una bella e profonda esperienza di fede.

La “scuola” non ha voluto insegnare nuove preghiere da recitare, ma ha aiutato a scoprire i riferimenti fondamentali e necessari per pregare ed anche alcuni accorgimenti utili.

Non possiamo fare una sintesi, perché non siamo di fronte all’esposizione di concetti, ma ad una esperienza viva. Per chi lo volesse, potremmo fornire le registrazioni contattandoci. Speriamo prossimamente di essere in grado di pubblicarle sul nostro sito.

In ogni caso, rileggiendo in preghiera il ‘Padre nostro’ tutti i partecipanti hanno potuto riscoprire la ricchezza delle parole del Signore ed anche essere stimolati a ‘trattenerle’ nella vita quutidiana.

San Corrado non si smentisce! Anche quest’anno la festa del nostro Patrono è stata un forte momento di riscoperta della fede e di rinnovato impegno

Festa di San Corrado

La settimana  è stata densa di incontri cominciando dalla ‘Scuola di preghiera’ sul Padre nostro e con incontri per i ragazzi, per i genitori e fidanzati.

Quest’anno si è anche voluta fare una scelta un po’ contro corrente: non sono stati fatti i fuochi d’artificio che normalmente concludevano la festa esterna. È stata una decisione presa con il Consiglio Pastorale come concreta partecipazione sia al dolore di quanti sono stati vittima dello Tsunami, sia per partecipazione alle difficoltà di moltissime famiglie pachinesi a causa della fortissima crisi economica.

La decisione non ha provocato proteste, nonostante i fuochi (“i bummi”) siano una radicata e bella tradizione. La pioggia minacciava la processione con la statua del Santo e, lungo il tragitto, ha un poco disturbato il corteo, ma non in maniera forte come lo scorso anno, quando si è stati costretti a ritornare in fretta e furia in chiesa sotto un vero e proprio diluvio che aveva reso le strade come fiumi. Quest’anno solo qualche leggera goccia, ma la consueta espressione di fede, fatta di preghiera e canti.

Anche la forma esterna, raccolta e meditativa, anche se serena, unita alla mancanza di qualsiasi (sia pur comprensibile) protesta per la mancanza dei fuochi, convinti che questo annuale evento non è sentito in modo superficiale. È un vero e proprio evento della fede che si ripete e approfondisce ogni anno di più coinvolgendo veramente tutta la nostra cittadina.

Il riferimento al Santo eremita è molto e profondamente sentito. La sua vita diviene un forte invito a camminare come lui nella piena fiducia in Cristo e nell’ascolto della Sua parola.

Perché no ai fuochi d’artificio?
Alcune riflessioni per comprendere una scelta. Non è forse è bene dare un segno esterno di solidarietà?


E ‘i Bbummi’?

Tutto si è svolto in pochi attimi, ma non per questo la memoria non registra! Pochi attimi per fare a 4 anni e mezzo l’esperienza della morte! Aggrappato ad un albero mentre il mare trascinava via i tuoi fratelli, tuo padre e tua madre che urlavano. E tu impietrito e impotente su quel albero.

Pochi attimi per cancellare tutto il tuo mondo: pochi attimi per scoprirsi soli!
E ora quel attimo continua. Continua nel terrore del cuore; continua nella solitudine; continua nel silenzio di quella voce amica e cara. Quella voce che ti conosceva. Quella voce che ti proteggeva. Quella voce che era tutta la tua vita

Pochi soldi raccolti con tanto lavoro. Nella tasca pochi soldi, con dentro il tuo futuro!
Tua figlia che sorride, tuo figlio che sogna. E se ci ammaliamo?
Pochi soldi che partono in un poco di nailon. Ma certo andrà bene! La serra che parte, con tanta fatica, con tante speranze!
La serra è arrivata e nessuno la vuole. Pochi centesimi per tanto lavoro, per aver dato tanto!
E pensi a tua figlia che sorride, a tuo figlio che sogna. E se ci ammaliamo?
E un’ombra si allunga…

Abbiamo voluto raccogliere due storie.

La prima è di un bambino ed abbiamo volutamente omesso il nome, perché è una storia che si è ripetuta per centinaia di migliaia di volte. Sono ormai passati due mesi da quel giorno e, forse, ci siamo abituati. San Corrado non lo avrebbe fatto! Come non lo hanno fatto le molte Suore Canossiane che da anni lavorano in quei luoghi dimenticati e che ora si trovano ad essere mamme di migliaia di figli.

La seconda non ha bisogno di commenti perché è una storia tutta nostra, Pachinese. La storia soprattutto di tanti di noi, impotenti di fronte ad un ‘maremoto’ economico più grande di noi.

Non vogliamo vivere una festa di illusioni, ma una festa di speranza e di fiducia, guidati da San Corrado, nostro grande Patrono, che ci   accompagna, Lui che sempre è stato solidale amico dei poveri.

La nostra comunità si è già fatta presente economicamente, in maniera consistente, sia con i poveri del maremoto, sia con i poveri di Pachino. Abbiamo però pensato che San Corrado chiede a tutti un segno concreto di solidarietà e partecipazione.

Per questo motivo, quest’anno non ci saranno i tradizionali fuochi alla conclusione della festa. In quel momento, nel vuoto de ‘i BBummi’,  invitiamo tutti a rivolgersi a San Corrado chiedendogli di far crescere in noi una vera solidarietà.

Viva San Corrado!

EVVIVA SAN CORRADO! – 2007

Si, proprio al grido “Evviva San Corrado!”, ed accompagnata da una temperatura più che primaverile, si è conclusa la serata del 25 Febbraio scorso, dedicata, come il resto della settimana, ai festeggiamenti in onore del nostro Santo Corrado Confalonieri.

Ma partiamo dal principio. La settimana era nata sin dall’inizio sotto l’auspicio e la protezione del Santo, visto che proprio lunedì 19 ne ricorreva la Solennità Liturgica, celebrata con un’affollatissima Messa Solenne, che ha visto la ormai tradizionale Benedizione del Pane. E sempre Lunedì sono iniziati anche i festeggiamenti del programma ricreativo con la realizzazione nei locali dell’Oratorio di una sfilata in maschera accompagnata da musica e tanto divertimento, e con l’apertura della Pesca di Beneficenza.

Quindi la giornata di Martedì ha visto il pellegrinaggio a San Corrado Fuori le Mura, con la visita dei luoghi in cui il Santo di origine piacentina visse buona parte della sua vita ed operò tanti miracoli, vivendo a stretto contatto con il Signore e portando la sua Parola ed il suo amore ai fratelli.

La coincidenza con l’inizio del tempo quaresimale ha permesso di dedicare la giornata del Mercoledì delle Ceneri al silenzio ed alla meditazione, al digiuno ed all’astinenza, vissuti insieme alla visita ai numerosi ammalati della parrocchia e all’imposizione delle ceneri, che è stata preceduta da una sentita processione in stile penitenziale partita dall’oratorio.

Giovedì l’omaggio e la preghiera a San Corrado sono stati tributati dai bambini delle scuole materne, mentre nel pomeriggio i ragazzi e le ragazze di prima media hanno vissuto un momento di preghiera.

Quindi Venerdì è stata la volta della visita agli ammalati e della celebrazione della Via Crucis, organizzata e guidata dai genitori dei fanciulli di IV e V elementare, che hanno così contribuito ad una riflessione più partecipata e intensa del mistero della sofferenza e della croce.

Sabato è stato invece il giorno della musica: in Oratorio il pomeriggio è stato dedicato all’animazione musicale; mentre in Chiesa alla Santa Messa della sera è seguito un momento di intensa spiritualità e gioia, con i canti di Fra Giuseppe Di Fatta che hanno animato e dato vita ad un vero e proprio momento di preghiera in musica, che ha coinvolto gli spettatori rendendoli protagonisti di un’esperienza intensa e gioiosa (ma poi chi l’ha detto che preghiera vuol dire noia?).

Infine Domenica ha visto il clou dei festeggiamenti e la Festa Esterna, con la Santa Messa mattutina che è stata “colorata” dai bambini vestiti con il saio di San Corrado, per impetrare da lui la grazia o per ringraziarlo della grazia ricevuta. Dopo la Messa in Oratorio ci sono stati numerosi giochi per bambini e ragazzi, mentre il pomeriggio è stato animato da diverse rappresentazioni. Sopra il palco appositamente montato hanno sfilato i bambini di diverse scuole elementari, che si sono sfidati in un simpatico festival canoro; poi è stata la volta delle premiazioni dei tornei di calcetto, iniziati a Dicembre, che hanno visto la partecipazione dei ragazzi nati tra il 1991 e il 1993 (serie A) e tra il 1994 e il 1996 (serie B). Infine un applauditissimo gioco che faceva un po’ il verso a “I fatti vostri”, ribattezzato per l’occasione “I pacchi vostri”, che ha distribuito più risate che premi e che si è giovato della conduzione di due protagonisti assoluti del varietà sancorradiano. Il tutto è stato allietato dalle “mamme del bar”, pronte a sfornare in quantità industriali panini e patatine, giusto per non lasciare lo stomaco vuoto e per permettere alle numerosissime persone che affollavano l’Oratorio di avere le energie per andare avanti tra una risata e l’altra.

La Santa Messa Solenne della sera, presieduta dal nostro Vescovo S. E. Mons. Giuseppe Malandrino, sempre intenso e provocante nelle parole dell’omelia che hanno caratterizzato la celebrazione, ha preceduto la processione, che si è snodata per le vie della Parrocchia seguita da un lungo corteo di fedeli che con devozione e grande partecipazione hanno reso la processione un vivo momento di preghiera.

Al rientro della processione, la Supplica a San Corrado ed il bacio della reliquia hanno chiuso la parte liturgica delle celebrazioni, mentre lo spettacolo pirotecnico e la serata musicale in oratorio (con tanto di band che suonava dal vivo) hanno chiuso quelle ricreative.

Così, al grido “Evviva San Corrado!”, si è conclusa anche quest’anno la festa, nella speranza che essa abbia portato nei cuori di ciascuno quella “sana inquietudine” che portò Corrado a lasciare la vita comoda ed agiata per cercare il Signore nel silenzio, nella preghiera, nella carità ai fratelli, in ciascuno dei quali, soprattutto nei poveri e nei piccoli, risplende un frammento del volto di Cristo.

La Sindone a Pachino
Per tre giorni la chiesa della Parrocchia San Corrado in Pachino è stata meta di un continuo pellegrinaggio di fedeli per un motivo tutto particolare: sull’altare della chiesa era una delle tre copie fotografiche su tela e a grandezza naturale esistenti della Sindone originale custodita a Torino.

Una singolare presenza; una testimonianza silenziosa ed eloquente della Passione di Cristo.

La Sindone, quasi un ‘vangelo in anteprima’ scritto con caratteri di sangue, ha potuto parlare al cuore di tutti con le sue impronte, che evocano in maniera visiva la passione dell’Uomo-Dio incarnatosi per la salvezza di tutti gli uomini.

Il messaggio salvifico della passione di Cristo, testimoniato dal lenzuolo che avvolse il Crocifisso nel sepolcro, è divenuto ‘palpabile’ ed incarnato come la Parola del Signore. E questo messaggio ha segnato in maniera forte la quaresima della comunità di San Corrado.

Assieme alla rara copia della Sindone posta sull’altare, sono stati posti lungo una parete della chiesa, una serie di pannelli per aiutare a comprendere meglio la realtà ed il messaggio della Sindone. Attraverso questi pannelli era possibile notare particolari importanti altrimenti sfuggenti; vi si trovavano evidenziati i caratteri e le cause della Passione e della morte dell’«Uomo della Sindone»; si potevano vedere i risultati raggiunti dagli studi scientifici eseguiti con le moderne apparecchiature.

Una nutrita rappresentanza di studenti degli istituti superiori di Pachino era stata invitata ed ha potuto seguire la presentazione scientifica, sia pure sintetica, fatta dal Prof. Rodante. Sono stati passati in rassegna i diversi particolari del ‘lenzuolo’ ed illustrati i diversi risultati della ricerche. La Sindone, infatti, è oggetto di studi scientifici multidisciplinari. Abbiamo approcci che vanno dalla fotografia alla numismatica, dalla palinologia all’informatica, dalla medicina legale agli studi specifici sulla mancata putrefazione del crocifisso sindonico… un corredo di nozioni seguite con grande attenzione e partecipazione dagli studenti.

L’incontro tuttavia più importante e toccante è stato la sera di venerdì 15, quando la chiesa si è riempita di fedeli in preghiera che hanno ripercorso, guidati dalla testimonianza della sindone, la Via della Croce.

Il percorso si è snodato attraverso 150 diapositive, con spiegazione e riflessioni, che hanno consentito ad ognuno di comprendere da vicino la realtà di quella vicenda e la grandezza di quell’uomo.

“Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!»”, così si esprime l’evangelista Marco. E dopo aver avuto modo di accostare la nuda realtà dei fatti, veramente risulta chiaro cosa intendesse dire. Solo il Figlio di Dio poteva morire sopportando quelle torture e rimanendo tuttavia capace di perdono e totalmente fiducioso nel Padre suo!

E mentre il messaggio della Sindone arrivava al cuore di tutti, una preghiera saliva spontanea, a conclusione di questa singolare via crucis:«Signore, fammi un po’ di spazio sulla tua croce!»

Sebastiano Rodante

 

L’uomo della sindone è Gesù

Certezza dello scienziato Rodante. 

Pachino – lo scienziato Sebastiano Rodante, esperto medico del Centro internazionale di Sindonologia di Torino, ha tenuto sabato sera (16/03/02) a Pachino una conferenza dal titolo «la Sindone, tra scienza e fede agli albori del terzo millennio» su iniziativa della Fidapa. L’illustre studioso siracusano, con un linguaggio semplice e grazie all’ausilio di un consistente numero di diapositive, ha tenuto alta l’attenzione dei presenti all’interno della chiesa del SS. Crocifisso di piazza Vittorio Emanuele. Ampi dettagli relativi alle ferite dell’uomo della Sindone. Rodante si è soffermato soprattutto sull’assenza di fratture ossee, con numerosi punti di riferimento anche con la Sacra Scrittura. A partire dal torace gibboso, simile a quello degli asmatici, che indica come causa della morte l’asfissia dovuta alla difficoltà respiratoria del crocifisso.

Sul punto di ingresso del chiodo (chiamato scientificamente «spazio di Destot») è evidente dagli ingrandimenti al microscopio come il chiodo si sia innesto proprio in un punto privo di ossa, mentre le linearità delle tibie smentisce fratture alle gambe e lo stesso discorso può farsi per la ferita da lancia al costato (inseritasi nel quinto spazio intercostale). Trova conferma il dettato delle Sacre Scritture su Gesù Cristo «non gli sarà spezzato alcun osso». Altri elementi di analisi sono quelli legati alle tracce di sangue sulla fronte. Di grande interesse sono stati anche i riferimenti legati al fotorilievo e le indicazioni pervenute dalla medicina legale sul corpo dell’uomo della Sindone.

«In sessant’anni di studi sul telo sindonico – ha affermato Sebastiano Rodante – mi sono sempre posto con la mentalità dello scienziato, scartando tesi miracolistiche».

Per le tracce frontali di sangue si può parlare con sicurezza del gruppo sanguigno «AB». In questo frangente lo scienziato siracusano ha riferito della sua scoperta legata ad una traccia di sangue del ramo frontale-temporale della vena superficiale sinistra. «Questo lenzuolo – ha aggiunto Rodante – ha avvolto un uomo che ha subito con certezza la lesione dei due vasi sanguigni». Anche i dati storici smentiscono per Rodante l’ipotesi dell’artefatto umano a propoSito dell’immagine impressa nel telo sindonico. «Ad un certo punto le possibilità dello sperimentatore si fermano – ha sottolineato Rodante – e subentrano le convinzioni personali e dopo sessant’anni posso affermare con certezza che l’uomo della Sindone altri non è che il Cristo».

Sergio Taccone.
Fonte La Sicilia

Cinquant’ anni fa…

 

 

 Dopo essere stato tra noi come parroco dal 1973 al 1983, Padre Gioacchino torna ora “sul luogo del delitto”!!

Tra noi per ringraziare il Signore dei suoi 50 anni di sacerdozio alla bella età di 90 anni!!

L’incontro è stato una splendida opportunità per tutti: sia per coloro che lo hanno personalmente conosciuto e dei quali magari aveva celebrato le nozze, sia per chi non lo aveva conosciuto di persona, ma ne aveva sentito parlare. Tutti si sono trovati di fronte un “giovanotto” a cui non manca certo la convinzione della fede e l’energia di continuare a provocare il Bene. Tutti hanno potuto ricevere una chiara testimonianza di fede e di ottimismo per il futuro.

I momenti salienti di questo incontro sono stati in particolare due:

    Sabato (22/03) una celebrazione di ringraziamento in pellegrinaggio alla Madonna delle Lacrime di Siracusa accompagnato da un nutrito gruppo di fedeli. Occasione splendida e sentita di ringraziare Maria per tanti anni di servizio alla chiesa e ai poveri.

    Domenica 23 marzo, la celebrazione solenne nella nostra (e sua) chiesa insieme a molti di quelli che furono i suoi “ragazzi”.

Non poteva mancare un piccolo buffet per dare l’occasione di fare due chiacchiere col vecchio amico e pastore (foto a fianco).

A tutti un ringraziamento, ma in particolare al caro Padre Gioacchino che ci ha dato questa opportunità di festeggiare con lui e ringraziare con lui il Padre.

Cinquant’ anni fa… 

Così ci scrive Padre Modesto…Carissimi Padri e Amici di San Corrado,  

            Con piacere ho rivisto tanti ragazzi e giovani di un tempo, diventati oggi papà e mamme (se non addirittura nonni!) ed ho goduto nel costatare che il seme di cristiana pietà gettato in cuori buoni e accoglienti ha germogliato in fedeltà e continuità a bene delle famiglie e della comunità Pachinese.
Sia ringraziato il Signore, al Quale va l’onore e la gloria!
   E a tutti voi il mio compiacimento e l’augurio di ogni bene, con l’assicurazione della mia preghiera e del mio ricordo nella Santa Messa

 

Con affetto e … arrivederci! 

Padre Modesto 

Già! Sono passati ben cinquant’anni da quando Padre Modesto, a nome e per conto della Congregazione dei Figli della Carità Canossiani, entrò, primo parroco canossiano, nella chiesa della Parrocchia San Corrado in Pachino.
           Appena rientrato a Verona, sento il dovere di ringraziarvi per la manifestazione di affetto che mi avete dimostrato domenica scorsa. 

            Ho avuto la prova tangibile che se anche è passato tanto tempo (oltre quarant’anni!), non avete dimenticato l’amore che vi ho voluto, né la generosità e l’entusiasmo con i quali, insieme ai miei confratelli, ho lavorato pastoralmente tra voi. 
Da allora di anni ne sono passati! i bimbi di allora sono divenuti nonni e lo stesso Padre Modesto ha percorso tanta strada! Quest’anno celebra il cinquantesimo anno di sacerdozio: di un sacerdozio che a Pachino ha lasciato il segno. Ne è prova il ricordo vivo in tantissima gente, la stima e considerazione immutata nei suoi confronti. 

Lasciato Pachino, gli vennero affidati molti incarichi, fino a quello di «PrepoSito generale», cioè responsabile di tutta la Congregazione canossiana. Ancora oggi svolge la delicata funzione di Procuratore Generale della Congregazione presso la Santa sede. 

Non sono questi comunque i meriti! Gli auguriamo tutti di arricchire di fronte a Dio, come ci ricorda Gesù e come certamente ha sempre voluto, e di portare avanti la sua testimonianza fino alla fine! 

Per parte nostra, cercheremo di accompagnarti con la nostra preghiera e di camminare sulla strada di Cristo che ci hai indicato con forza. E’ il minimo di riconoscenza per quello che ci hai donato con la tua presenza. 

Grazie! .